L’albero di Melograno

La tua tonda chioma, a giardino d’infanzia, abita la mia memoria.
Dietro al cancelletto sbuffi di carne arancione macchiano a fresco l’aria torrida del meriggio lontano,
ma sono le tue caduche impronte sul terreno che io calpesto nel luogo del ricordo.
Fiore sempre amato,
giace il mio pensiero sotto ai tuoi rami dove i volti familiari il tempo riguarda. E mi riposo immacolata.

Ancora oggi, presente ai miei occhi, tu mi parli del tempo felice che non so più incontrare,
bosco cresciuto in sull’aiuola ove cani erranti corrompono la noia della città bordata.
Io cammino la terra arida ove ristagna il desiderio e ripenso il tempo in cui la tua ombra verde allungava in me frescura.
Fiore sempre amato,
regali la tua abbondanza al tempo avaro e stai mentre il resto va.

Infinito

Nutrimi di infinito e saro’ tua.

Noia

Contenitore del tuo vuoto mi cerchi.
Errante in una vita vacua.
Musa non ti sono.
Lascia e vai…

Stanchezza

Immobile la foglia cala nel mondo chiuso, ma non risuona.
Poi, un refolo di vento la smozzica in parti spingendola tra le voci del mondo.
Così oggi riposa adagiata dentro a quel pentagramma che s’accende in sacra sinfonia.
Lei, tra le note, vola via, piccolo punto nero.

Emma

Ho l’insonnia e il mio cuore batte sincopato seguendo qualche nuovo personale ritmo jazz. Oppure semplicemente la pizza tonno e cipolle. Tu forse stai nascendo; Gennaia come mi avevi detto; sorella di mio figlio, ma estranea alla mia carne. Sai io sto aspettando il tuo viso bebe’ e il tuo corpicino ritto e impuntato. Ti amo perche’ tuo fratello ci unisce. Ma non so che siamo perche’ non c’e’ termine che ci definisca; agli occhi di tutti noi siamo niente. Ma tu sei venuta a trovarmi tanti anni fa e forse la’ indietro nel tempo ho iniziato ad amarti. Ben venuta al mondo piccolina.

Remo

Il futuro gravido di vita sbatte contro un corpo fermo.
Ti guardo impalato nel tuo delirio incapace di unire una figlia non figlia ad una madre non madre.
Dove sei uomo?
Tenera è la carezza, profondo il sorriso, dolce lo sguardo all’amore negato.
Le piccole dita dormienti si allungano nella mano rugata
Un intreccio di paglia gialla canestro della tua vecchiaia.
Ed assente è la madre.

Valerio

Mi piace guardarti mentre sei impegnato a vivere. Adoro accompagnarti nei tuoi attimi insignificanti. Momenti ripetuti cui nessuno pone attenzione, ma ragnatela del mio profondo amore per la vita. Io e te siamo fatti di quotidianità. Nell’infinita sequenza di istanti ci sono poi lampi che si increstano in attimi unici dove il tuo sorriso si allarga e la mia schiena si raddrizza fiera. Singoli eventi dentro al tempo che scorre.

 

Cielo fuoco

Il cielo ha preso fuoco. Chiamate i pompieri….

Alba ligure

Grondante di acqua di mare in dita tigliose approdi e sosti; poi, sali e vai. E domani ancora.

A Simona

Partorendo al mondo una figlia, hai preso un corpo senza dare vita.
Ora, girata di schiena, costruisci barriere tra le esistenze scambiando la tua umanità per divino.
Ancora, affamata, pretendi ciò che la vita ha già dimostrato impossibile pensando te stessa migliore.
Quietati donna, quietati!
Metti i tuoi piedi leggeri nel fango dei tuoi passi e assapora il freddo della terra morta.
Permetti al tuo corpo di ferirsi delle spine nate dal tuo roseto e annusa il profumo della rosa in boccio.
Tocca la mano che ti insozza la vita e lascia che ti mostri la vera natura.
Quietati donna, quietati e forse nascerai madre.