Forza

Guardati donna e assapora la tua forza. Imperturbabile recidi di spada i respiri morti. La tua femminilità sensuale si pianta su piedi guerrieri e affonda di petto ciò che ti insozza la vita. Sputi il boccone marcio e, immobile, lo guardi cadere per terra e spiattellarsi. Poi alzi gli occhi all’orizzonte e torni dolce a te stessa. Guardati donna e assapora la tua forza.

Indifferenza

Come una bussola senza magnete, sei intellegibile ai miei sensi. Io lava tuffata in mare mi ritrovo roccia spenta dal suo sale. Uomo inebriami di alito divino affinché io possa resuscitarmi alla vita.

Valerio

Non sono più il tuo confine, un passo e sei andato oltre. Vivi, mio amore; io guardo.

A Roberto

Hai preso la mia femminilità ferita dalla chemio, l’hai spogliata e poi baciata. Sei bella hai detto. Un cappello che scivola, un sorriso e un bacio. Così restituisci il mondo maschio alla mia vita. Profumo di uomo!

Valerio

Non sono più il tuo confine, un passo e sei andato oltre. Vivi, mio amore; io guardo.

Chemio

Davanti all’abisso stanno le amiche schierate. Amazzoni guardiane. Lanciano dardi infuocati per facilitarmi la discesa alla vita. Io mi giro, sorrido e vado.

Cancro

La mia carne e’ piatto della furia nera. Mi divora vorace e incontinente. Ma di Achille l’animale porta il tallone; là, incastrata tra le sue carie, ha una perla bianca. Virile e’ la tua mano seduta al fianco della mia fragilità. Io entro nei tuoi occhi mi stendo e dormo. Il mostro non sa usare gli stuzzicadenti ….

Passione

L’occhio sfiora il lenzuolo blu ramato a bianco. Tra le sue pieghe vive nascosta l’improvvisa sensazione di quel corpo nudo che sfama la carne non paga. I piedi affondano nella pozza bagnata dalla sorgente di ogni voluttà. E’ un ricordo che spinge all’abisso e non c’è fune. Ancora.

Realtà

Ti accarezzo realtà della potenza che possiedi. Giudice mi hanno marchiata per non riconoscerti i tuoi natali. Ma a me sei compagna di vita cruda e non temo il tuo nome.

Accidia

Interminabili secondi mancanti di intenzione ed azione sono i giorni spesi senza vita. Le mie forme si fanno piatte e insensibili al respiro. In questa immobilità mi appari, cubo potente e vincitore mentre come un dado primordiale riempi la mia carne. Così ti imparo vita.