Valisi

Vive una ninfa di nome Valisi in luoghi boschivi sui bordi di città ribollenti.
Valisi ha avuto per madre un antro roccioso che si apre su una radura ingioiellata di fiori.
Dall’antro Ella ha preso la profondità degli occhi; dagli steli dei fiori il suo passo elegante.
Vasili ha un corpo da Dea; nel mondo della fate si racconta che Vasili sia veramente una Dea, ma Lei di queste parole è ignara.
Quando Vasili scende in città le opere degli uomini si fermano una dopo l’altra al suo incedere e mille occhi ammirati si perdono nell’aria.
Vasili pensa di non meritarsi che l’aria si riempia così di sguardi per Lei e allora china la testa.
Lei pensa anche, essendo figlia di un antro, di avere pensieri minori rispetto al resto degli uomini.
Per questo viene in città, per arricchirsi di idee.
Capitò che un giorno, tra i mille sguardi di uomini, ci fosse anche il mio; Vasili lo scelse per ricambiarlo.
Ricordo danzava felice Vasili, si fermò, si girò, sciolse i capelli e mi parlò.
Erano parole guizzanti di idee, gli occhi profondi brillavano precedendo quei suoni, il sorriso parlava di un mondo di amore.
Per qualche istante ne feci parte e quando oggi cammino per strada qualcuno alza lo sguardo perché riconosce Vasili in qualcosa di me.
Mi parlava Vasili ed io ascoltavo estasiato, quei pensieri profondi e rari; tutto di Lei raccontava di intelligenza e bontà, fu un dialogo sublime, ma poi però il vento di fata arrivò, abbracciò Vasili e la portò con sé.
Nella città le opere ripresero, ma io so che ogni singolo uomo che aveva perso lo sguardo nell’aria per Lei, ancora la pensa sperando.
A me ha lasciato un mondo d’amore pieno di idee, di gesti e sorrisi; mi chiedo se io possa averLe lasciato un qualche segno inscritto nel cuore.
Io credo, come le fate, che Lei sia sul serio una Dea.
Spesso La vedo tornare in città, mi guarda e sorride, ma poi ricambia lo sguardo di un altro perché quei suoi pensieri soavi devono illuminare più persone possibili e Lei da me non può più restare.
Allora è il mio sguardo a rimanere nell’aria tra mille e in quei momenti mi piace pensarLa nella sua radura di fiori che, al calare del sole, legge alle sue due figlie le storie degli uomini….chissà che non legga anche la mia.