mastectomia

Ieri la vita e’ cambiata. Era un appuntamento fissato da tempo e, come tutti gli appuntamenti, anch’esso e’ stato preceduto dai preparativi. Io ho comprato abiti e scarpe per il dopodomani; li ho acquistati in massa! E’ stato un rito di vita a controbilanciare il profondo lutto per il mio seno sinistro sacrificato al cancro. Per giorni ho cercato di vedermi donna senza la parte più intima e più esteriore della mia femminilità. Continuavo a pensare alla grande gioia che in passato ho provato guardando il mio piccolo succhiarvi il suo pasto. Quel seno che sovrastava la mia creatura nell’ intimo contatto tra capezzolo e bocca e’ una delle immagini più forti che serbo incarnata nel corpo. A tutto questo il destino mi chiedeva di rinunciare. La mammella che ha dato la vita a mio figlio ora doveva dare la vita per me, tagliata e sradicata. L’ho pianta per un’intera notte. E lei ha compiuto il suo ultimo atto d’amore spingendomi oltre l’operazione, oltre il cancro, oltre il dolore. Si e’ sgretolata sparendo dai miei pensieri. Il mattino seguente mi sono svegliata investita da una profonda calma, intoccabile da qualsiasi paura o dolore. Nulla durante l’operazione mi ha smosso dal senso di me già oltre. Ora io, donna, sono là senza mammella e con tutta la vita da vivere. Questa e’ l’eredità lasciata dal mio seno sinistro.